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STUDIO CROSS-SECTIONAL SULLA COMORBIDITA’ IN SOGGETTI CON OSTEOPOROSI O FRATTURE

STUDIO CROSS-SECTIONAL SULLA COMORBIDITA’ IN SOGGETTI CON OSTEOPOROSI O FRATTURE
0 6 novembre 2013

Osteoporosi e fratture spesso coesistono con altre patologie e possono essere correlati con l’utilizzo di vari farmaci. Al fine di migliorare la nostra conoscenza circa i principali disordini associati alla fragilità ossea e gli effetti scheletrici dei trattamenti ad essi correlati, abbiamo condotto uno studio multicentrico nazionale su 1710 donne (età media 67.9±10 anni). Abbiamo compilato un questionario dettagliato circa le caratteristiche generali, i fattori di rischio, l’utilizzo di farmaci, la storia di fratture e le patologie pregresse nel corso dell’attività ambulatoriale per patologie scheletriche in donne in post menopausa. Abbiamo valutato in tutte le pazienti la presenza di osteoporosi con metodica DEXA. In base ai criteri WHO abbiamo posto diagnosi di osteoporosi nel 55% delle donne, mentre abbiamo rilevato la presenza di fratture nel 50% dei casi (dei quali 68%, 27% e 5% in donne osteoporotiche, osteopeniche o normali, rispettivamente).

L’elevata prevalenza di osteoporosi e fratture in questa popolazione (probabilmente legata alla fonte di reclutamento) ci ha permesso di analizzare separatamente l’effetto delle comorbidità sulla massa ossea (BMD) e la fragilità scheletrica. Considerando i criteri DEXA per la definizione di osteoporosi (dopo aver corretto per l’età), la depressione, l’artrite reumatoide, le patologie gastrointestinali, l’insufficienza cronica e la bronco-pneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) erano prevalenti nelle donne osteoporotiche ed osteopeniche rispetto alle donne con normale BMD. Un’associazione simile ma non significativa è stata osservata con l’ipertensione ed il morbo di Parkinson.

Al contrario, abbiamo osservato una maggiore ma non significativa prevalenza di normali livelli di BMD in pazienti affetti da diabete. In accordo con quanto osservato considerando i criteri DEXA, confrontando le donne con o senza fratture, abbiamo messo in evidenza un’associazione significativa tra fratture e depressione, artrite reumatoide, patologie gastrointestinali e BPCO. Tuttavia abbiamo anche osservato un’associazione BMD-indipendente tra fratture ed altre malattie quali il diabete di tipo 1 e 2 e la cardiopatia ischemica. Questa ultima associazione era meno evidente in coloro che assumevano betabloccanti. Inoltre, nonostante i livelli medi di BMD fossero aumentati e la prevalenza di osteoporosi fosse ridotta nei pazienti con osteoartrosi (OA), le fratture erano più frequenti nei pazienti sia con OA generalizzata che con OA dell’anca e del rachide. Fra tutti i vari trattamenti, i corticosteroidi, gli ACE inibitori, gli inibitori di pompa protonica e gli SSRI sono risultati significativamente associati ad una maggiore prevalenza di fratture.

Posted in Articoli by Dr. Giovanni D'avola