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Artrite, stile di vita e nuove terapie

0 2 novembre 2016

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Posted in Articoli by Dr. Giovanni D'avola
0 31 marzo 2015

In Sicilia, si spendono molti più soldi di altre regioni perla cura dell’osteoporosi. Si registra che, talora, non vengono rispettate le note limitative, e si prescrivono farmaci contro l’avvenuta fragilità ossea senza che i pazienti rientrino nella nota prescrittiva. Inoltre, c’è una percentuale di prescrizioni che sono inappropriate. In altre parole, non andrebbero fatte. «E qui, si configura un danno erariale per la prescrizione fatta e che non serve», spiega Liana Esposito, Pubblico Ministero della Procura di Napoli, intervenuta al recente congresso “Appropriazione prescrittiva: focus sull’osteoporosi” che si è tenuto a Catania. Un incontro tra medici, economisti, magistrati, allo scopo di analizzare non solo i fattori fisiopatologici della malattia, ma anche la gestione del corretto iter diagnostico-terapeutico, nonché quello che, oggi, rappresenta un tema di grande rilevanza: l’appropriatezza prescrittiva, cioè la razionalizzazione delle ricette mediche, la corretta indicazione di un farmaco solo a chi ne ha veramente bisogno. Altro punto importante è il tentativo di fermare Io spreco che si fa di alcuni medicinali. Un esempio: il medico prescrive un anno di cura e iI paziente la interrompe dopo 3-4 mesi. Un fatto che accade molto più spesso di quanto si pensi. E qui insorgono due problemi: il primo è Io spreco del farmaco, iI secondo è Ia mancata effi

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0 23 marzo 2015

Per capire il ruolo fondamentale dei fattori di crescita contenuti nelle cellule staminali e nelle piastrine del proprio organismo possiamo paragonare il corpo fatto di cellule ad una casa fatta di tanti piccoli mattoni. Se il tempo erode i muri e i pavimenti creando crepe e buchi nei vari ambienti nuovi elementi prowedono ad attivare meccanismi di riparazione. Affinchè il locale venga restaurato: piastrella in grès per la cucina. cotto per il soggiorno. parquet etc; allo stesso modo i cosiddetti fattori di crescita riparano il danno da usura nel corpo umano. Oggi è consolidato che l’artrosi comincia quando inizia a deteriorarsi la cartilagine. La riparazione dei tessuti e quindi anche della cartilagine, nel corso della vita avviene attraverso l’azione dei fattori di crescita contenuti nelle cellule staminali e nelle piastrine che circolano nel nostro torrente sanguigno. Nelle articolazioni inoltre l’acido ialuronico, presente fisiologicamente svolge un ruolo protettivo in quanto oltre a facilitare lo scorrimento \ scivolamento dei capi articolari, lubrifica e nutre la cartilagine. II trattamento delle artrosi un tempo consisteva nel riposo articolare. nella fisioterapia o nell’utilizzo di antinfiammatori e di cortisone. Grandi passi avanti sono stati fatti da quando si utilizza la supplementazione di acido ialuronico e soprattutto dei fattori di crescita contenuti nelle p

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0 30 gennaio 2014
L’artrosi comincia quando comincia il deterioramento e l’usura della cartilagine. La manutenzione quotidiana dei tessuti umani e quindi anche della cartilagine è possibile grazie all’azione dei cosiddetti fattori di crescita che stimolano la riparazione dei tessuti che sono contenuti nelle cellule staminali e nelle piastrine che circolano nel nostro torrente sanguigno.
Nello specifico il ruolo protettivo nei confronti della cartilagine è svolto sia dai fattori di crescita sia dall’acido ialuronico presente fisiologicamente nell’articolazione che ogni attimo della vita la nutre, lubrifica e facilita lo scorrimento/scivolamento dei capi articolari.
Il trattamento delle artrosi un tempo consisteva nel riposo articolare, nell’applicazione di fisioterapia o nell’utilizzo di antinfiammatori e di cortisone. Grandi passi avanti sono stati fatti da quando si utilizza per via locale la supplementazione di acido ialuronico e dei fattori di crescita contenuti nelle piastrine, tecnica questa al cui sviluppo hanno contribuito notevolmente già da anni due reumatologi catanesi.
«La terapia sequenziale – afferma il dott. Giovanni D’Avola – tecnica semplice, affidabile e innovativa che consiste in un ciclo di infiltrazioni intra-articolari ecoguidate di fattor

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0 5 dicembre 2013

La somministrazione intra-articolare di prodotti a base di acido ialuronico (VS) viene attualmente utilizzata nella pratica clinica del trattamento dell’anca artrosica dolorosa. Il nostro scopo è stato quello di valutare retrospettivamente in un periodo di cinque anni e l’efficacia della viscosupplementazione eco-guidata nel trattamento dell’artrosi d’anca Method: Sono stati sottoposti ad infiltrazioni di HA 3690 Pazienti con osteoartrosi dell’anca. 750 soggetti presentavano un quadro di coxartrosi bilaterale per un totale di 1740 anche trattate e 4530 infiltrazioni complessive. Abbiamo utilizzato un protocollo basato su tre somministrazioni: al tempo 0, dopo 6-8 mesi ed un eventuale richiamo a 12 mesi. I farmaci utilizzati sono: soluzione di Sodio Ialuronato all’1% con peso molecolare di 2,4-3,6 milioni di Dalton Hyalan G-F 20 con peso molecolare medio di 6.0 milioni di Dalton e 10 milioni di Dalton. La valutazione dei dati è stata condotta in funzione della riduzione della sintomatologia soggettiva (scala NRS), rapportata alla stratificazione per grado di artrosi secondo la classificazione di Kellgren e Lawrence (KL) e alla formulazione farmacologica Results: In relazione alla classificazione di KL il maggior beneficio, si è avuto nei casi di basso e medio grado in base al quale si è scelto il peso molecolare dell’ac. Ialuro

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0 5 dicembre 2013

Le piastrine concentrate che si trovano in Platelet Rich Plasma (PRP) sono fattori di crescita con enormi riserve di proteine ​​ bioattivi che sono vitali per avviare e accelerare la riparazione dei tessuti e la rigenerazione. Queste proteine ​​bioattivo aumentano la produzione di cellule staminali utili ad avviare la guarigione del tessuto connettivo, la rigenerazione ossea e riparazione Scopo dello studio è stato valutare l’efficacia di iniezione intra-articolare del gel piastrinico sotto guida ecografica (US) in pazienti sintomatici nei pazienti con TMO. Method: Abbiamo trattato 26 pazienti (di età compresa tra 45 e 65 anni) con i pazienti sintomatici con TMO.classificazione anatomo radiografica II-III stadio Secondo la scala di Eaton e valuatati prima del trattamento e ad uno, tre e sei mesi dopo la prima infiltrazione con la scala Analogico Digitale visiva (VAS ). Results: Una riduzione del punteggio della VAS statisticamente significativo è stato osservata da 1 a 3 mesi dopo il trattamento e al follow up dei 6 mesi. Nessuno dei pazienti sottoposti al trattamento ha avuto effetti negativi rispetto alla tollerabilità. Il 90% dei pazienti ha risposto positivamente ai test per la valutazione della compliance . Conclusions: I dati da ritenersi preliminari necessitano di ulte

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0 6 novembre 2013

Osteoporosi e fratture spesso coesistono con altre patologie e possono essere correlati con l’utilizzo di vari farmaci. Al fine di migliorare la nostra conoscenza circa i principali disordini associati alla fragilità ossea e gli effetti scheletrici dei trattamenti ad essi correlati, abbiamo condotto uno studio multicentrico nazionale su 1710 donne (età media 67.9±10 anni). Abbiamo compilato un questionario dettagliato circa le caratteristiche generali, i fattori di rischio, l’utilizzo di farmaci, la storia di fratture e le patologie pregresse nel corso dell’attività ambulatoriale per patologie scheletriche in donne in post menopausa. Abbiamo valutato in tutte le pazienti la presenza di osteoporosi con metodica DEXA. In base ai criteri WHO abbiamo posto diagnosi di osteoporosi nel 55% delle donne, mentre abbiamo rilevato la presenza di fratture nel 50% dei casi (dei quali 68%, 27% e 5% in donne osteoporotiche, osteopeniche o normali, rispettivamente). L’elevata prevalenza di osteoporosi e fratture in questa popolazione (probabilmente legata alla fonte di reclutamento) ci ha permesso di analizzare separatamente l’effetto delle comorbidità sulla massa ossea (BMD) e la fragilità scheletrica. Considerando i criteri DEXA per la definizione di osteoporosi (dopo aver corretto per l’età), la depressione, l’artrite reumatoide, le patologie gastrointestinali, l’insu

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0 20 marzo 2013

La tempestività della diagnosi precoce quando il paziente presenta un dolore alle ginocchia è il presupposto per approdare a soluzioni soddisfacenti e durature che non si limitano a togliere il dolore nel breve termine ma a curare la patologia. Infatti l’obiettivo degli specialisti reumatologi, ortopedici e fisiatri non è quello di limitarsi a prescrivere un analgesico ma a porre diagnosi certa al sintomo “dolore al ginocchio” che il paziente ha denunciato e quindi prescrivere terapie appropriate alla diagnosi formulata. In realtà sono tante le cause che evocano il dolore a queste articolazioni portanti ed altrettanto numerose le opzioni terapeutiche da scegliere. Un confronto sulla diagnosi differenziale del dolore al ginocchio è stato fatto da ortopedici e reumatologi siciliani si sono incontrati di recente a Pergusa. Le cause di sofferenza del ginocchio di pertinenza reumatologica sono proprio tante e sono state evidenziate dal reumatologo catanese dott. Giovanni D’Avola il quale ha sottolineato che l’artrosi è la causa principale di patologia del ginocchio, ma tante forme di artrite (dall’artrite reumatoide alle cosiddette spondiloartriti) possono esordire con un dolore al ginocchio. Il dolore in questi casi non si manifesta come unico sintomo, ma è spesso accompagnato da gonfiore e limitazione o difficoltà ai movimenti. Infatti, oltre la ben nota artrite reumatoide

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0 15 marzo 2013

L’osteoartrosi (OA) è la malattia reumatica più diffusa e colpisce entrambi i sessi, con preferenza per il sesso femminile soprattutto dopo i 55 anni: in Italia ne soffrono oltre 4 milioni di persone; colpisce la maggior parte della popolazione anziana, ma non ne sono risparmiati i soggetti più giovani, infatti presenta anche un significativo impatto sugli adulti in età lavorativa. L’OA ha un’evoluzione degenerativa, cronica e progressiva; le manifestazioni cliniche si evidenziano in un quadro complesso caratterizzato da dolore, limitazione della funzione e disabilità, con riduzione della qualità di vita. L’eziopatogenesi è caratterizzata da un anormale stress intraarticolare che comporta un progressivo cedimento della matrice cartilaginea extracellulare, insieme a modificazioni della sinovia e dell’osso subcondrale. I fattori genetici rappresentano circa la metà della variazione dell’espressione dell’OA e sono state scoperte diverse variabili genetiche predisponenti (1) . Dei fattori di rischio identificati, l’influenza dell’Indice di Massa Corporea (IMC o BMI Body Mass Index) è ormai ben consolidata (2) , in particolare a livello del ginocchio, peraltro la causa dell’artrosi è multifattoriale e a tutt’oggi oggetto d’indagine (3-6) . I caratteri patologici essenziali dell’osteoartrosi, ossia il danno focale della cartilagine articolare e le co

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0 21 febbraio 2013

Abstract

L’osteoartrosi (OA) è una malattia degenerativa delle articolazioni caratterizzata da progressiva perdita di cartilagine articolare, sclerosi dell’osso subcondrale, formazione di osteofiti ed infiammazione sinoviale, che causa notevole disabilità fisica, compromessa qualità della vita e significativo ricorso alle risorse sanitarie. Tradizionalmente, nel trattamento del dolore e dell’infiammazione dell’OA sono stati impiegati i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi (COX)-2. Stanno emergendo evidenze che dimostrano l’effetto aggiuntivo diseasemodifying di celecoxib, oltre alle sue proprietà antinfiammatorie. Infatti, si è osservato che celecoxib agisce su tutte le strutture coinvolte nella patogenesi dell’OA: cartilagine, ossoesinovia.L’evidenze indicano che celecoxib, oltre all’inibizione COX-2, modula anche le vie di trasduzione del segnale COX-2 independenti. Queste scoperte sollevano la questione se celecoxib sia più di un semplice farmaco antinfiammatorio ed analgesico. Può celecoxib essere considerato un farmaco disease-modifying nell’osteoartrosi? In questa review vengono discussi gli effetti diretti di celecoxib su cartilagine,osso esinoviociti nel trattamento della OA. L’osteoartrosi (OA) è la patologia articolare più diffusa nei Paesi Occidentali, colpendo più del

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