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Morbo di Paget

0 2 maggio 2015

La malattia ossea di Paget è una malattia focale dello scheletro, con interessamento mono-o poli-ostotico, da rimodellamento osseo caotico al di fuori dei fisiologici meccanismi di regolazione (Kanis, JA, 1998).

L’osso pagetico si caratterizza per tre aspetti:

  1. è sede di un’intensa attività metabolica ed è riccamente vascolarizzato;

  2. ha un volume superiore alla norma;

  3. possiede una scarsa efficienza biomeccanica.

L’osso pagetico infatti:

  • non acquisisce la normale disposizione lamellare (osso woven);

  • non viene adeguatamente mineralizzato;

  • possiede una organizzazione architetturale impropria (cioè non adeguata al carico meccanico variabile per ogni specifico segmento scheletrico).

Osteonecrosi

0 2 maggio 2015

L’osteonecrosi (ON) è una patologia ossea conseguente ad una necrosi ossea e midollare in un’area ben delimitata, al di sotto della superficie dell’osso; si distinguono una ON traumatica e una ON secondaria a malattie sistemiche (LES, AR) o a terapia.

2. Fattori predisponenti

  • terapia corticosteroidea

  • alcolismo

  • traumi

  • infezione HIV

  • malattie del connettivo

3. Manifestazioni cliniche

La testa del femore è la sede più frequente della malattia, ma altre sedi possono essere colpite: femore distale, testa omerale, piccole ossa del polso e del piede.

La sintomatologia dell’ON è aspecifica e molti casi sono asintomatici. Quando presente il dolore può durare da settimane a mesi prima che siano visibili alterazioni radiografiche. In caso di ON della testa del femore il dolore si localizza a livello inguinale o del gluteo o della coscia o del ginocchio, è solitamente esacer

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0 2 maggio 2015

Una terapia con glucocorticoidi (GC), per qualsiasi malattia effettuata, della durata > 3 mesi rappresenta un importante fattore di rischio per osteoporosi (OP) e fratture, particolarmente tra donne in postmenopausa e tra uomini con > 50 anni (1).

La maggior parte degli studi identifica in una dose 5 mg di prednisone o equivalente la soglia per attuare la valutazione densitometrica e clinica del paziente, al fine di prevenire o trattare l’OP da GC (2). Tuttavia, già con dosi di 2.5 mg/die il rischio relativo di fratture del femore è risultato di 1.7 e quello di fratture vertebrali di 2.59 (3). < Peculiarità dell’osteoporosi da glucocorticoidi (GC):

  1. La perdita di massa è dose- e durata-dipendente;
  2. ha un andamento bifasico, con una fase iniziale di rapida perdita di circa il 12-15% entro i primi 6 mesi dall’inizio del trattamento, seguita da una fase più lenta, del 2-5% all’anno (4);
  3. è preferenzialmente ma non esclusivamente interessato l’osso trabecolare;
  4. a parità di riduzione di massa ossea il rischio di frattura è di 20 volte più elevato di quello rilevato nell’OP postmenopausale (5);<
  5. l’incremento del rischio di frattura pare parzialmente reversibile alla sospensione della terapia (3).

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0 2 maggio 2015

La SFC è una sindrome caratterizzata dalla presenza da almeno sei mesi di una inspiegabile grave, persistente, stanchezza fisica, che non si allevia con il riposo, che compromette le attività sociali, personali, ed occupazionali e si associa a sintomi simil influenzali. La diagnosi comporta l’esclusione di una malattia organica e psichiatrica.

La presenza di fatica, senza alcuna causa identificabile, si classifica (1):

  • fatica prolungata, se perdura per oltre un mese

  • fatica cronica idiopatica, se perdura per 6 mesi o più

  • sindrome della fatica cronica se si associa a particolari sintomi.

2. Epidemiologia

La malattia interessa circa 3 persone su 1000. Colpisce prevalentemente il sesso femminile con un età media tra i 35-40 an

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0 2 maggio 2015

Compressione del midollo spinale e delle radici nervose dovuta a spine irritative di varia natura.

  b. Condizioni associate e/o predisponenti

  1. Congenite (accentuata e/o anomala angolazione della colonna, canale midollare congenitamente stretto).

  2. Traumi, spasmi muscolari.

  3. Neoplasie.

  4. Mielopatie paraneoplastiche.

  5. Vascolari (trombosi arteria spinale anteriore, malformazioni artero-venose spinali, ematomi epidurali spinali, mielopatia in corso di patologia da decompressione).

  6. Infiammatorie del SNC (mielite trasversa post-infettiva ed idiopatica, sclerosi multipla).

  7. Infettive.

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0 2 maggio 2015

Sono sindromi dolorose della colonna vertebrale di origine muscolo-scheletrica.

Per il 95% sono di origine meccanica conseguente ad una postura statica e dinamica scorretta con ripercussione a livello delle strutture muscolo-legamentose e con processi degenerativi dei dischi intervertebrali e delle faccette articolari.

Nel restante 5% la causa non è meccanica (tumori, infezioni, flogosi, aneurisma aortico, herpes zoster, psoriasi, artrite reumatoide, morbo di Crohn, ecc.).

2. Quadri Clinici

  1. Lombalgia meccanica: dolore localizzato in vicinanza del rachide con possibile irradiazione alla regione posteriore della coscia, che non scende oltre il ginocchio, riacutizzato dai movimenti e posizioni, con presenza o meno di limitazione funzionale.

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0 2 maggio 2015

Sono artropatie, acute o croniche, che possono insorgere in corso di malattie congenite o acquisite, responsabili di alterazioni della sensibilità superficiale e profonda.

2. Clinica

Il quadro clinico, generalmente ad esordio improvviso, è quello di un artrite acuta, caratterizzata dalla discrepanza tra la sintomatologia dolorosa e l’entità del danno articolare evidenziabile alle indagini radiografiche. La fase cronica è contraddistinta da deformazioni, instabilità e sublussazione articolare, idrartri recidivanti.

a. Condizioni associate e/o predisponenti

  • diabete mellito

  • tabe dorsale

  • siringomielia

  • insensibilità congenita al dolore.

Diabete Mellito

Osteomielite

0 2 maggio 2015

L’osteomielite è un processo infiammatorio causato da germi che per via diretta (trauma esposto) o per contiguità (da tessuti adiacenti) o per via ematica raggiungono l’osso.

Esistono due forme una acuta e una cronica.

  1. La forma acuta non-ematogena.

  2. La forma acuta ematogena (età pediatrica, poco comune nell’adulto). Nel bambino, nel 50% dei casi è secondaria ad una infezione stafilococcica della cute. Predilige le metafisi delle ossa lunghe, dove la ricca vascolarizzazione favorisce l’impianto e la proliferazione di batteri.

  3. L’osteomielite cronica quando il processo persiste oltre sei-otto settimane

2. Fattori predisponenti

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0 2 maggio 2015

L’eritema nodoso è una affezione caratterizzata dalla comparsa di lesioni cutanee nodulari dolenti ed eritematose ad esordio acuto come conseguenza di un processo infiammatorio del tessuto adiposo sottocutaneo.

2. Epidemiologia

Colpisce più frequente le donne (rapporto M/F═1:4) nell’età compresa fra i 25 e i 40 anni. L’incidenza annua è di circa 2-3 casi/100.000 abitanti.

3. Manifestazioni cliniche

  • Noduli cutanei rossi e dolenti con diametro 1-10 cm presenti sulle superfici estensorie delle gambe.

  • Sintomi associati: febbre, poliartralgie, sinovite, linfoadenopatia

  • Durata dei sintomi 6-8 settimane

a. Fattori scatenanti

  1. Infezioni

Batteriche

Streptococco del faringe

Salmonella intestinale

Yersinia intestinale

Psittacosi

Clamidia pneumonite

Mycoplasma pneumonite

Meningococco

Gonococco

Sifilide

Lin

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0 2 maggio 2015

La Crioglobulinemia Mista (CM) è una vasculite sistemica caratterizzata da: porpora, astenia ed artralgie. Il termine crioglobulinemia si riferisce alla presenza nel siero di una o più immunoglobuline che precipitano a temperatura inferiore a 37 °C e che si ridisciolgono riscaldando il siero.

2. Epidemiologia

La CM è più frequente nei soggetti di sesso femminile (rapporto femmine:maschi 1,5:1), nella IV-V decade di vita. La prevalenza della malattia è estremamente variabile ( maggiormente rappresentata nell’Europa del Sud rispetto al Nord Europa o al Nord America); la distribuzione geografica è correlata con lo stato endemico dell’infezione da virus C.

3. Il percorso clinico nella CM

a. Gli obbiettivi

  1. Controllo dei sintomi sistemici e della vasculite nei vari distretti

  2. Controllo dell’infezione virale e dell’epatite

  3. Controllo dell’eventuale neuropatia periferica

  4. Controllo dell’eve

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