Serve Assistenza?

Spondiloartrite associata a Morbo di Crohn e Colite Ulcerosa

Spondiloartrite associata a Morbo di Crohn e Colite Ulcerosa
0 1 maggio 2015

Le manifestazioni muscoloscheletriche rappresentano la più frequente complicazione extra-intestinale delle malattie infiammatorie intestinali (IBD) e vengono comunemente incluse nello spettro clinico delle spondiloartropatie sieronegative.

2. Manifestazioni Cliniche

Manifestazioni muscoloscheletriche:

  • Tipo I: artrite periferica pauciarticolare con < 5 articolazioni coinvolte. Più spesso oligoartrite asimmetrica o monoartrite prevalenti agli arti inferiori; generalmente migrante e transitoria, con alternanze di riacutizzazioni e remissioni, spesso parallele a quelle della sintomatologia intestinale. Può precedere la diagnosi di IBD.

  • Tipo II: poliartrite periferica asimmetrica con 5 articolazioni coinvolte;

  • Tipo III: spondiloartropatia con interessamento assiale, praticamente indistinguibile dalla spondilite anchilosante. Colpisce circa il 10% dei pazienti con Crohn.

La SpA di tipo II e III non riflettono solitamente l’attività della malattia intestinale sottostante e raramente la precedono.

  • Entesiti, tenosinoviti e dattiliti: di riscontro molto frequente, possono affiancare tutte le forme di coinvolgimento articolare o, talvolta, rappresentare le uniche manifestazioni muscolo-scheletriche in corso di IBD.

Manifestazioni extra-articolari

  • Manifestazioni oculari (uveite anteriore e, più raramente, congiuntivite ed episclerite).

  • Eritema nodoso: coincide con le esacerbazioni dell’infiammazione intestinale e tende quindi a comparire nei pazienti con sinovite periferica attiva.

  • Pyoderma gangrenosum: raro

  • Amiloidosi secondaria che risulta spesso fatale.

Fattori di sospetto verso lo sviluppo di una IBD associata:

  • presenza di diarrea nelle fasi precoci di malattia;

  • parametri infiammatori sierici costantemente elevati;

  • HLA-B27 negativo in presenza di sacroileite;

  • presenza di lesioni infiammatorie intestinali croniche asintomatiche.

3. Diagnosi

a. Indagini laboratoristiche

Primo livello

  • Emocromo: anemia sideropenica, leucocitosi, trombocitosi marcata (con conta piastrinica non di rado superiore di 700.000/mm3), eosinofilia.

  • VES ed altri reattanti della fase acuta: quasi sempre elevati.

  • Ricerca sangue occulto nelle feci.

  • Esame colturale delle feci (in presenza di diarrea)

  • Indici di nutrizione: colesterolo, trigliceridi, sideremia, ferritina

Secondo livello

  • Esame parassitologico delle feci

  • Vitamina B12 e acido folico: indici di malassorbimento

  • Tipizzazione tissutale: HLA-B27 presente nel 70% dei casi con interessamento assiale, prevalenza non superiore a quella della popolazione generale nelle forme con solo interessamento periferico. Maggior incidenza dell’HLA-B62 nei pazienti con Crohn e spondiloartropatia.

  • Autoanticorpi: ANCA, anticorpi anticeliaco (EMA, AGA, transglutaminasi)

b. Indagini strumentali

Valutazione articolare: vedi linee guida spondilite anchilosante

Valutazione gastrointestinale:

  • Ileo-colonscopia: esame fondamentale.

  • Ecografia anse addominali: esame estremamente specialistico. Riservato a casi dubbi con colonscopia negativa.

5. Terapia

Primo obiettivo: controllo della IBD (frequente effetto curativo sull’artrite).

Nelle forme in cui l’attività è indipendente dalla malattia intestinale: stessi presidi impiegati nelle spondiloartropatie primarie.

a. Trattamento sintomatico e di supporto dell’artropatia:

  • FANS (meglio se COX 2 selettivi) per os (con estrema cautela) (III/C).

  • Glucocorticoidi per via intrarticolare (VI/A).

  • Glucocorticoidi sistemici: indicati per il trattamento della malattia intestinale (Crohn) o, per brevi periodi, nelle artriti periferiche; non hanno influenza sul coinvolgimento assiale. Possibilità di esacerbazioni dei sintomi intestinali nella colite ulcerosa (III/B).

  • FKT e terapia fisica strumentale (vedi spondilite anchilosante) (I/A).

b. Terapia di fondo

Predilezione per farmaci attivi sia sulla componente articolare che intestinale (induzione della remissione e mantenimento remissione):

  • Sulfasalazina: correntemente utilizzata nella terapia della malattia intestinale è efficace anche nei confronti della EA, mentre non lo è l’acido 5-amino-salicilico (I/A).

  • Methotrexate: è stato utilizzato con successo nel trattamento del m. di Crohn, ma non è nota la sua efficacia nelle artriti ad esso associate (III/B).

  • Infliximab: in grado contemporaneamente di controllare la sintomatologia articolare ed indurre remissione del quadro infiammatorio intestinale (V/A).

Posted in Malattie Reumatiche by Dr. Giovanni D'avola